Avere la sede aziendale in un palazzo con cinque secoli di storia ci ricorda i tempi in cui la lana veniva lasciata ad asciugare, in primavera, in alto, nelle logge coperte, mentre nelle cantine le macchine tessili continuavano a sferragliare.
Ancora oggi lavoriamo lana rustica del nostro Appennino, dell’Alta Umbria e del Casentino.

L’operazione di tosatura delle pecore avveniva in primavera ad opera dei “tosini”, che per lungo tempo hanno usato delle caratteristiche cesoie ricurve, in uso fin dall’epoca romana. L’operazione si svolgeva nelle “vergherie”, le capanne dei pastori dove si radunavano i greggi, o presso gli ovili. Il vello asportato era lavorato accuratamente prima di diventare lana buona per la tessitura, calda e resistente. Per questo il panno di Casentino è stato, fin dal medioevo, il tessuto per i sai dei monaci camaldolesi di San Romualdo.
Fu Busatti a produrlo in lana fino al primo dopoguerra. Oggi lo riproponiamo in fibra naturale di lino, chiamandolo Antico Casentino per rinnovare questa secolare tradizione.

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