I tessuti della linea Basic s’ispirano alla tradizione rustica toscana, alternando ricami, strisce, tinta unita e semplici geometrie in vari colori.

Tra tutte le tonalità il blu dei tessuti Busatti ha una storia tutta sua, antica e legata a un grande artista del Rinascimento. C’è una pianta che cresce spontaneamente nell’alta Valtiberina, in Toscana, dove abitiamo noi. Il suo nome scientifico è Isatis Tinctoria e nonostante i suoi fiori siano d’un bel giallo intenso, da essa si ottiene un colore per tintura di un profondo blu: il guado. Il segreto è nelle foglie, triturate nelle macine di pietra dei mulini e trasformate in una pasta modellata in pani, fermentata e infine essiccata.

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Il colore del divino

Prima dell’arrivo dei colori chimici e dell’indaco in polvere dell’India, il nostro guado era ricercatissimo e fonte di grande ricchezza. Per cinque secoli, fino al 1600 circa, fece la fortuna della nostra valle, tanto che lo stesso Piero della Francesca veniva da una famiglia di guadaioli e commercianti. Da sempre il blu è il colore del divino nell’arte e il manto azzurro della Madonna del Parto, dipinta da Piero nel 1455, riflette alla perfezione la bellezza del guado.

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Il filo di una tradizione che si rinnova

Dopo essere stato dimenticato per secoli, oggi il guado torna a vivere sulle nostre tovaglie, coperte, canovacci, centrotavola. È il filo ad essere bagnato nel colore e non la pezza, garantendo una maggior tenuta della tinta, tutta naturale. Una bellezza che resiste nel tempo e aggiunge un pizzico d’arte alle nostre creazioni.