È impossibile parlare di Busatti senza parlare di Anghiari, e viceversa

Anghiari è un borgo medievale arroccato su un’altura, che guarda la grande pianura che ha all’orizzonte Sansepolcro, tra le valli del Tevere e del Sovara. È un intrico di vie e viuzze strette e ripide, dove la pietra s’intreccia a piante spontanee e terracotte piene di fiori. È qui che da più di cinque secoli si affaccia l’ingresso di Palazzo Morgalanti, dal 1795 bottega di casa Busatti.

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Storia di una battaglia leggendaria

Era il 29 giugno del 1440 quando le forze milanesi dei Visconti, agli ordini di Niccolò Piccinino, affrontarono nella piana antistante Anghiari le truppe fiorentine. Se i Milanesi avessero vinto, la Toscana sarebbe stata a lungo impegnata nella lotta contro l’oppressore e non avrebbe avuto le risorse per finanziare le incredibili raccolte che Cosimo il Vecchio, Lorenzo De’ Medici, Cosimo Primo, grazie alle fortune guadagnate con il lavoro di banchieri e con accorti matrimoni, avevano messo insieme. In questa feroce giornata, invece, le armate degli alleati centrali (armi fiorentine, veneziane, pontificie e urbinati) riuscirono ad arrestare sul greto del Tevere le truppe del nord e il Rinascimento fu salvo!

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Il capolavoro perduto di Leonardo

La battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, andò subito perduta a causa della troppo innovativa tecnica pittorica usata e gli sopravvive solo una copia parziale a opera di Rubens. Dato il legame fra casa Busatti e Anghiari, era per noi inevitabile realizzare un tessuto in onore della battaglia, che a 600 anni di distanza accende ancora interesse e meraviglia.